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15/05/2008

Book Design Space

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Si è appena concluso il ricco calendario di incontri promosso all’interno del Book Design Space,
un progetto speciale sviluppato da Biella Intraprendere per la Fiera Internazionale del Libro (8-12 maggio), in occasione di Torino World Design Capital 2008.

A cura di Marzia Corraini, lo spazio si configura come un’affascinante area espositiva disegnata da Martì Guixè e realizzata con il contributo di Alfa Romeo, area che dall’8 al 12 maggio è diventata la casa di Torino World Design Capital, dell’ADI e dell’AIAP.

Tre gli elementi portanti del Book Design Space: il Bookdesign Shop che raccoglie i titoli di maggior prestigio del settore; il Bookdesign Lab, lo spazio del confronto e della riflessione che ospita workshop, presentazioni, seminari, convegni dedicati a design, architettura, grafica, immagine; la Bookdesign Exhibition una mostra unica, fatta di prototipi, progetti ed esecutivi di libri sperimentali realizzati nei corsi delle più importanti scuole internazionali di design accanto a una serie di oggetti-libro inediti, realizzati appositamente per il BDS.

Tra gli ospiti del BDS, molti prestigiosi docenti provenienti dalle scuole di tutto il mondo, tra gli altri Masayo Ave (Estonian Academy of Arts, Tallin), Marco Cassinera (Istituto Europeo di Design, Torino), Moonkyung Choi (Hongik University, Seul), Steven Guarnaccia (The New Parsons School of Design, New York), Steven Heller (School of Visual Arts, New York), Michael Klar (Universität der Künste, Berlino), Ian Noble (London College of Communication, Londra).


Questi incontri sono stati un’occasione per approfondire temi e problematiche intorno alla creazione dell’oggetto-libro.
Si sono discusse le diverse tendenze legate alla rimediazione di uno strumento come internet, da una parte il ritorno all’illustrazione del passato, dall’altra la proposta di un oggetto ipermediato, nel mezzo molte sfumature.
E’ stato affrontato il tema delle copertine e del loro rapporto con il contenuto del libro. Per alcuni la copertina deve interagire col contenuto del libro, per altri l’importante è che l’immagine catturi e comunichi attraverso i sensi.
Particolarmente interessanti sono stati i diversi workshop: come creare una copertina tattile, realizzare un libro da un solo foglio bianco senza l’uso di alcuno strumento, disegnare un libro partendo da un titolo assegnato o come accompagnare un libro sul mercato.
Non avevamo la possibilità di usare il computer. Questo limite ha determinato un approccio più fisico e la riscoperta di una creatività senza filtri.
I materiali a nostra disposizione erano diversi.
Nonostante il tempo davvero limitato sono stati realizzati lavori originali, tutti molto diversi tra loro.
Diverso anche l’approccio al tema assegnato, qualcuno ha iniziato con l’azione, qualcuno ha pensato molto prima di iniziare a lavorare, qualcuno ha provato diverse strade prima di trovare la propria soluzione.
Queste alcune delle impressioni raccolte sui workshop: di grande ispirazione, stimolanti, un’interessante occasione di confronto, semplici e divertenti. Già ci mancano!

Bibi Gramaglia

 
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